La 53. Esposizione Internazionale d'Arte, intitolata Fare Mondi, firmata da Daniel Birnbaum, il più giovane direttore che la Biennale abbia mai avuto, ci pone di fronte a mondi già belli e fatti, che recuperano tutto l'inventario espressivo dell'arte contemporanea: dalle installazioni, ai video, ai giochi di luce, alla pittura. Ma il tutto si amalgama, non scatta la scintilla che dovrebbe creare il cortocircuito. I nuovi mondi sono ordinati, composti, non dissimili da quelli di altre Biennali, magari della fine del secolo scorso. Daniel Birnbaum, nel suo intento di "trovare strumenti per il futuro e rendere possibili nuovi inizi" ha creato qualcosa di riconoscibile, quasi rassicurante. La mostra “Fare Mondi/Making Worlds” di Birnbaum riunisce più di 90 artisti da tutto il mondo, tra i quali alcuni, come André Cadere, Oyvind Fahlstrom, Gordon Matta-Clark, Yoko Ono, Blinky Palermo e Lygia Pape sono considerati punti di riferimento e fonti di ispirazione per gli artisti più giovani. In particolare all’Arsenale colpisce, all’inizio del percorso espositivo, la poetica installazione della brasiliana Lygia Pape, scomparsa nel 2004, realizzata con fili di rame che sembrano raggi di sole che filtrano dal cielo.Tra gli artisti scelti a rappresentare il proprio paese nei padiglioni stranieri (sono ben 77 quest’anno le partecipazioni nazionali) si segnalan Steve McQueen per la Gran Bretagna, Lucas Samaras per la Grecia, Liam Gillick per la Germania, Claude Leveque per la Francia, Lois e Franziska Weinberger per l’Austria e Miquel Barcelò per la Spagna. Da domenica 7 giugno a domenica 22 novembre 2009, è aperta con orario 10-18 (Giardini chiuso il lunedì, Arsenale chiuso il martedì).